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Discarica Vesuvio

Pubblicato il 10 ottobre 2010 Gruppo Pubblico attivo 3 mesi, 2 settimane fa

Il Vesuvio è un vulcano verde. Lava e detriti hanno nutrito i suoi versanti e fatto nascere coltivazioni pregiatissime. Non esiste al mondo un posto meno adatto per la costruzione di una discarica: zona protetta dall’Unesco, il Parco Nazionale del Vesuvio è considerato patrimonio dell’umanità per le sue caratteristiche uniche.
Con il Decreto 90 – convertito in Legge 193 del 2008 – e con il Decreto 195 – convertito in Legge 26 del 2010 – la Campania risolve l’emergenza rifiuti con l’apertura di alcune discariche, tra cui Cava S.A.R.I. a Terzigno, in pieno parco nazionale del Vesuvio. La discarica accoglie per più di un anno i rifiuti di tutta la Provincia di Napoli, ma nell’estate 2010 cominciano a verificarsi inquietanti circostanze: arrivano rifiuti da Lo Uttato (Caserta) in deroga alla provincializzazione del ciclo dei rifiuti voluta dal Governo, i bocchettoni del biogas della discarica emettono miasmi insopportabili e Napoli ritorna a riempirsi di rifiuti. Lo scenario porta all’annuncio a sorpresa dell’apertura della seconda discarica di Terzigno: Cava Vitiello. Scoppia la rivolta.

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